Ci sono cieli che sembrano parlare senza parole: basta una sfumatura, un taglio di luce, una zona più chiara che si apre tra i toni caldi. Nei miei quadri la luce non è solo un effetto visivo: è un simbolo di passaggio, di respiro, di possibilità.
Per creare questa sensazione lavoro spesso “a velature”, stratificando colore in modo delicato. Le trasparenze permettono ai toni di convivere, senza cancellarsi. È proprio lì che nasce la magia: quando il colore non è pieno, ma vibra.


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